giovedì 11 gennaio 2018

La scrittura come terapia dell'anima

Buon pomeriggio.
Eh sì, non mi faccio sentire da un po'...e la colpa è tutta degli esami imminenti da dover conciliare con questa brutta influenza che sembra resistere persino all'antibiotico!
In realtà avevo, in parte, perso anche la voglia di andare avanti con il blog. Ultimamente mi sento un po' "incompresa" e ho l'impressione che il mio progetto iniziale si stia un po' perdendo tra le parole.
Ma sto cercando di capire cosa sistemare e come migliorare questo spazio. Così...eccomi qua!
Per vostra sfortuna, non me ne sono andata e resisto nonostante il momentaccio!

Ieri ho terminato la seconda lettura (come per i muri, alcuni libri hanno bisogno di una "seconda mano" di vernice, secondo me!) de Il Grande Gatsby di F. S. Fitzgerald e sto cercando nuovamente di contenere le lacrime.
E così oggi mi sento un po' malinconica: boh, sarà l'ansia per gli esami, sarà per colpa del libro o, forse, per la giornata uggiosa!

Per il resto ho ripreso anche una pratica che mi ossessiona fin da quando ero bambina: la scrittura. "Eccone un'altra che vuole scrivere", direte voi. Tranquilli, niente che valga la pena di essere pubblicato: si vede (e legge) già abbastanza robaccia in giro! Ma scrivere mi ha sempre rilassato e aiutato a tirare fuori tutti i pensieri che mi turbinano nella testa senza un preciso ordine. Non importa se, come da bambina, si trattava del mio personale "Manuale delle Giovani Marmotte" o di qualche articolo per il "Gazzettino UltraScolastico" del quale ero "co-caporedattrice" durante il periodo delle Scuole Medie. Adesso ho il blog, ma ogni tanto non basta. Ho bisogno di rimanere sola con i miei pensieri.

E così, ogni tanto, mi siedo davanti al mio bel foglio Word o cartaceo, magari senza alcuna precisa idea. E aspetto fino a quando, improvvisamente, le mie mani non iniziano a muoversi veloci sulla tastiera dando vita a personaggi e storie che non so neanch'io come andranno a finire o da dove siano saltate fuori. Dipende dall'umore del momento. A volte prendo spunto dalle persone che incrocio nei miei viaggi sugli autobus o per la strada. Altre volte mi chiedo come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto altri percorsi. E, allora, scrivo. Per assegnare un posto a ogni pensiero.
Poi, terminato lo "sghiribizzo", come lo chiamo io, salvo e chiudo tutto in una cartella del computer o dentro il quaderno che tengo sempre sopra la scrivania e che aumenta di volume col passare dei mesi. Magari qualche foglio, rileggendolo, verrà strappato per l'assurdità della situazione raccontata. Qualcun altro, forse, sarà conservato come base o idea da riciclare. Altri giaceranno, iniziati e dimenticati. Qualche frase, probabilmente, sarà riutilizzata nei bigliettini di auguri!
L'importante è solo stare bene con se stessi e credo proprio che lo scopo della scrittura, come quello della lettura, sia proprio questo: una sorta di terapia per l'anima.


5 commenti:

  1. capita anche a me, spesso e volentieri... ma per fortuna poi ci passa!

    Comunque, e questo magari ti può donare un po' di voglia in più a gestire il blog, questo tuo spaziato virtuale è davvero molto bello e mi sono subito aggiunta ai tuoi lettori fissi!

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    1. Benvenuta, Luisa! Grazie di cuore, i commenti come il tuo mi danno la spinta per andare avanti. Buone letture e ancora grazie! :)

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  2. Ciao Piera, capisco il tuo stato d'animo. Il mondo del blog è davvero splendido, ma a volte ci si perde un po' nel bisogno di trovare una propria identità, di non rivelare troppo e, ahimè, anche di essere riconosciuta nel proprio sforzo espressivo. Capita anche a me, molto spesso, e allora devo ricordarmi perché ho aperto un blog. E il motivo è, appunto, quello che dicevi tu: scrivere. Scrivere come terapia dell'anima, scrivere per riannodare i pensieri e renderli chiari anche a se stessi, scrivere per sdrammatizzare, per raccontare, per essere e per comunicare anche ad altri qualcosa di vero e, se tutto va bene, anche di bello. Anche io adoro scrivere e non mi limito a impiastricciare virtualmente il mio blog con sproloqui infiniti, ma ho diari, quaderni, fogli word sparsi per tavoli e cartelle (sono mooolto meno ordinata di te, purtroppo) in cui racconto lati più nascosti che voglio tenere tali e che mi fa sempre bene mettere nero su bianco. E' un'impronta di noi, in fondo, non credi? E, per combattere la tua malinconia, voglio dirti che il tuo spazio è molto bello e mi ci sono già affezionata, quindi tieni duro scricciola, perché hai tanto da dire e occhi che ti ascoltano (mah, si potrà dire "occhi che ti ascoltano"?). Un bacione stellina, dalla regina dei nomignoli (te ne ho già mollati tre solo in questo commento! :P).

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    1. Ciao cara. Non esagero se ti dico che mi hai fatta emozionare. Credo che stamperò il tuo commento e lo appenderò al muro come promemoria per i momenti di malinconia che, per fortuna, passano. E passano anche, e soprattutto, grazie a voi che avete la voglia e la curiosità di leggere e interagire. Mi piace avere un riscontro, positivo o negativo, non importa. A questo servono i blog, no? Ci si scambiano consigli, idee, opinioni, risate e, a volte, anche un po' di supporto morale!
      Un bacione anche a te. Scrivi spesso, anche sul tuo blog. Ci sei mancata! :*

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